Tap Tap diventerà il “ti penso sempre 2.0”

La SIP nel 1989 si rese famosa in uno spot con la frase: “Mi pensi? Ma quanto mi pensi?”; a quei tempi il telefono fisso, anzi la linea telefonica fissa, era il solo modo per poter comunicare tra due persone che volevano sentirsi vicine.
Ma il telefono costava, ed i gettoni telefonici pure, ed allora si diffuse la moda di farsi un paio di squilli tanto per esprimere un sentimento tipo: “ti penso sempre”; gli squilli erano economici e di solito si aspettava il terzo squillo per rispondere per essere certi che si trattava di un’altra persona all’altro capo del telefono.
I tempi cambiarono e gli innamorati scelsero dapprima un metodo a basso costo: gli SMS che la tecnologia cellulare offriva loro, poi con l’imporsi della tecnologia internet a portata di smartphone si sono spostati verso WhatsApp che permette di inviarsi messaggi e file di vario contenuto a costo zero.
Il problema sembrerebbe risolto: siamo diventati velocissimi a scrivere messaggi con i sistemi più svariati che la tecnologia mobile ci offre a costo zero.
Ma c’è sempre un qualcosa in più da limare, da migliorare, per rendere il messaggio più veloce da mandare senza rubarci molto tempo della nostra frenetica vita.

L’azienda newyorkese Woodenshark prova a risolvere il problema facendo contemporaneamente un passo in avanti e uno all’indietro; mi spiego meglio: azzera i tempi di comunicazione all’attimo di un tocco e ci riporta indietro nel tempo all’epoca dei vecchi squilli del telefono.
L’idea si chiama “TapTap” e consiste in una coppia di braccialetti colorati che comunicano tra di loro solo attraverso i tap: ovvero i tocchi che usiamo su un bracciale per far percepire all’altro gemello il messaggio tramite una piccola vibrazione.
Se vogliamo possiamo anche considerare la cosa meno invasiva rispetto ad uno squillo su uno smartphone, che per quanto silenzioso sia produce sempre un messaggio luminoso sul display con evidenziato il nome del contatto chiamante.

Il “TapTap” è largo quasi 2 centimetri e mezzo per 30 grammi di peso, conserva la carica per una settimana e si ricarica in una ora e venti minuti; per comunicare si appoggia ad uno smartphone sfruttando la tecnologia Bluetooth 2.1 e la 4.0 a basso consumo. Una apposita App, disponibile sia per i dispositivi Android che per gli iPhone, consente la trasmissione dello “squillo 2.0” da un “TapTap” all’altro permettendo ai soggetti di rimanere sempre “in-touch”.

Mi viene in mente anche il vecchio codice inventato da Samuel Morse nel 1835 (si, è proprio l’ideatore del Codice Morse) che forse può essere usato per scambiarsi messaggi più articolati e discreti tra un TapMate e l’altro.

Attualmente il progetto è ospitato su Kickstarter, un sito di crowdfunding, che mette in copertina lo slogan: «il TapTap è il modo più facile per dire la cosa più importante alla persona più importante, indipendentemente da quanto lontana essa sia».
Il progetto dovrebbe finalizzarsi ad aprile del 2014 con la vendita a 130 dollari della copia di braccialetti.

Attenzione ad usare solo un singolo “TapTap” altrimenti chi lo spiega alla nostra dolce metà che l’altro ci serve per lavoro?

 


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