Researchers’ Night in 300 città europee

Sul sito della Commissione europea appare un comunicato stampa il cui titolo recita: “La scienza è da urlo: 300 città in 33 paesi diversi celebrano la «Notte dei ricercatori» il 27 settembre”.
Per dimostrare l’affermazione vengono citati nell’articolo ricercatori europei che fanno o studiano cose straordinarie e sorprendenti; per esempio nella capitale greca si può assistere alla levitazione di un mini treno tenendolo in movimento.
Per le persone stonate gli scienziati della tedesca Düsseldorf hanno creato un dispositivo che potrà farvi sembrare una star come Placido Domingo; a Zagabria si cerca di non far apparire fantascienza il film di Stanley Kubrick “Odissea nello spazio”.
A Santander, in Spagna, i ricercatori cercano di spiegare ai surfisti come, mediante la fisica, si possano prendere le onde più grandi.
Nella italianissima Perugia c’è il robot ritrattista fatto di LEGO Le(g)onardo e a Poznań, in Polonia, ci sarà da battere il record dell’urlo collettivo più potente.

Ci saranno anche partecipazioni extra-europee come la presenza di Israele: il tutto organizzato per attirare ed incoraggiare il pubblico verso la passione per la scienza che anima i ricercatori dell’UE.

Nella scorsa edizione del 2012 la «Researchers’ Night» ha regalato scampoli di scienza ad oltre un milione di visitatori con la piacevole presenza di 600.000 bambini che hanno visto la scienza dal suo lato divertente partecipando ad esperimenti e spettacoli scientifici interattivi accedendo a laboratori e strutture di ricerca in cui normalmente non vi è accesso.
Androulla Vassiliou, Commissaria europea per l’Istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù ha dichiarato nel merito: “I bambini sono curiosi e creativi per natura e la «Notte dei ricercatori» è un ottimo modo per dimostrare loro che la scienza è cool. Chissà, magari potrebbe anche incoraggiare alcune ragazze ed alcuni ragazzi a diventare brillanti scienziati del futuro”.

L’evento della «Notte dei ricercatori» è consigliato ad un pubblico fra i 3 ed i 100 anni, presenta cadenza annuale e si svolge nelle città dell’Europa il quarto venerdì di settembre. Le città coinvolte sono rapidamente cresciute passando dalle 92 del 2006 alle oltre 300 di quest’anno.

In Italia ci sono diversi poli che intitolano la «Researchers’ Night» in vario modo.
In Lombardia Meetmetonight raggruppa la rete di nove città: Milano, Brescia, Como, Lecco, Lodi, Mantova, Monza, Pavia e Varese.
Nel Triveneto la Nordeastnight annovera un gruppo di cinque città: Verona, Padova, Venezia, Udine e Trieste.
L’appena inaugurato Muse di Trento (firmato da Renzo Piano) fa corsa a sè con la sua «ricerca a km zero» in cui verranno toccati gli argomenti: Degasperi digitale, catasto del sole e atomi danzanti.
Per la Toscana Pisa presenta il programma «SHINE», acronimo di Scientists are Humans, Interactive Night of Entertainment, che toccherà temi su: Costa Concordia, sostanze dopanti, droni volanti e mongolfiere di carta.
Per il Lazio la Capitale presenta le grandi istituzioni della ricerca (Cnr, Ingv, università).
In Campania a Napoli la Città della Scienza celebra l’evento parlando di Antartide e biologia marina.
Sul sito de la «Notte dei ricercatori» si trova una mappa interattiva con illustrati i vari poli scientifici coinvolti in Italia.

Infine una curiosità, ho scelto come immagine focus la locandina Frascati Wanted: I ricercatori sono tra noi, vieni a scovarli.


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