Il mio nuovo RASPI-giochino

Da pochi giorni ho tra le mani una Raspberry Pi 3 model B, e mi sto cimentando nella nobile arte di farla funzionare… come voglio io!
Oggi vi racconto del suo set-up e di come vorrei che funzionasse.
La mia Bibbia è stato il sito raspberrypi.org, che è la fonte ufficiale di tutta la documentazione, dai tutorial ai repository delle distribuzioni.
La distribuzione ufficiale è la Raspbian, una derivata della mia preferita sotto Linux: la Debian; ovviamente c’è spazio anche pwer altri Sistemi Operativi come: Ubuntu MATE, Snappy Ubuntu Core, Windows 10 IoT Core, OSMC, LibreELEC, PiNet, RISC OS e la pletora di non citate.
Ma se si deve partire con il piede destro (right – ovvero quello giusto) si deve partire con Raspbian, che la Bibbia consiglia di installare con l’installer Noobs.
Noobs che? E già sto facendo le mie variazioni sul tema, infatti penso che non ha molto senso usare un installatore per installare il Sistema Operativo ed allora salto a piè pari Noobs ed installo subito Raspbian sulla mia scheda microSD (una SanDisk che dopo pochi minuti mi pianterà in asso…) mediante il programmino SDFormatter perché ho usato un PC con installato Windows.
Adesso una nota riguardante la versione, che scoprirò poi essere molto influente sul proseguo della installazione/messa a punto del sistema, una Raspbian Jessie con il desktop Pixel del 25-11-2016; ora vedo che sul sito è presente una versione in data 11-01-2017.
Il caso voleva che ero in ufficio da un mio amico/collega/collaboratore e proprio da lui ho fatto la prima installazione con i settaggi dell’indirizzo IP statico, della rete, del gateway, della lingua, ecc…
Ma una volta arrivato a casa e ricollegato tutto scopro che per qualche causa a me sconosciuta la microSD ha deciso di piantarmi in asso: si è surriscaldata ed è defunta nel raggio di qualche chilometro alias minuti del tragitto.
Ho cercato di rianimarla… ma ogni tentativo ha fallito e così ho deciso che potevo anche gettarla (nei rifiuti speciali – ovviamente).
La cosa mi rodeva assai ma non mi sono perso d’animo e ho frugato tra le mie trappole scovando una vecchia microSD che probabilmente usavo nel vecchio cellulare, ho nuovamente scritto l’immagine con il solito SDFormatter, ho inserito la schedina sulla raspi e ho acceso tutto.
L’indirizzo IP lo ho scovato guardando sul mio router quali apparecchi vi fossero collegati e ho usato PuTTY per connettermi tramite SSH alla Raspberry PI.
Anzi… volevo usare PuTTY per collegarmi, ma non ci sono riuscito; la scheda rispondeva al ping ma al protocollo SSH mi si rifiutava di rispondere perché il servizio non era attivo.
Sapevo, da quello che avevo letto, che su Raspbian il servizio SSH era già attivo di default ma non mi capacitavo sul perché sulla mia Raspi si rifiutava di farsi sentire.
Da informazioni successive ho appurato che da una certa versione in poi il servizio SSH sulla distro Raspbian è stato disabilitato, e come non essere tra i fortunati ad aver usufruito del non servizio? Per questo prima mi sono soffermato sulla versione della distribuzione…
Ma oramai la sfida era in atto: tutti sono capaci di collegare un monitor/TV alla presa HDMI e una tastiera USB con relativo mouse e attivare i servizi e configurare la macchina; io volevo riuscirci già a partire dalla sola scheda microSD di partenza.
Pensavo tra me e me che tutto il Sistema Operativo era già bello e caricato e che bastava apportare le modifiche già sui file per piegare la Raspi al mio desiderio.
Ed ecco la chiave della serratura di SSH: basta creare un file vuoto e senza estensione sulla root della scheda con il nome ssh per attivare la magia.
Ovviamente il tutto ha funzionato a meraviglia e ho potuto così collegarmi con PuTTY via SSH alla Raspberry PI per procedere all’aggiornamento e alla configurazione del sistema.

Prossimamente scriverò di altre mie scriteriate avventure in compagnia della Raspi.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.