Dove ho già visto le cuffie intelligenti di Apple?

Un articolo apparso su Kurzweil Accelerating Intelligence di ieri su un brevetto presentato da Apple mi ha fatto ricordare un altro dispositivo noto; ma andiamo con ordine.
Il brevetto è il numero 8,655,004 B2 presentato il 18 febbraio 2014 che riporta come titolo: “Sports monitoring system for headphones, earbuds and/or headsets” ovvero “Sistema di monitoraggio sportivo per cuffie, auricolari e/o cuffie auricolari”; Il focus non è in sè il fatto che sono cuffie o auricolari, quanto che permettono il monitoraggio sportivo che in altre parole è la sorveglianza dei parametri vitali di chi indossa questi dispositivi.
Apple, non è un mistero, si sta muovendo anche nel campo biomedicale: una fissa di Tim Cook, CEO della Mela Morsicata; Michael O’Reilly della Masimo, azienda di sensori medicali è, entrato a Cupertino l’anno scorso insieme a Bakul Patel che è stato impegnato in un progetto dell’FDA (US Food and Drug Administration) sulla sorveglianza alimentare per l’approvazione di app e apparecchi per la salute.
Recentemente Tim Cook ha detto: “Stiamo lavorando su cose che non si possono vedere oggi. Va tutto come previsto con le cose che stiamo progettando e che pensiamo rivoluzioneranno il mercato”; aggiungendo poi: “La sfida è sempre quella di concentrarsi sulle pochissime cose che meritano tutta la nostra energia”.
Se sommiamo queste parole con quelle dette lo scorso anno in un’intervista: “L’intero settore delle app per la salute e il fitness sta per esplodere”, aggiugendo anche: “Ora è presto per dirlo, ma col tempo la tendenza diventerà chiara”, avremo la chiave di lettura delle future mosse di Apple.
Il fatto che aziende come Apple si lancino a brevettare qualcosa non significa che necessariamente le loro idee sfocino sicuramente in un prodotto commerciale; a volte i brevetti servono solamente a garantire la proprietà intellettuale delle loro idee.
Ma, come detto nel titolo, questo brevetto mi ricordava qualcosa…
The Dash, un paio di auricolari wireless che vengono presentati su Kickstarter fanno proprio le stesse identiche cose e si interfacciano anche con i dispositivi mobili.
The Dash ovviamente permette di ascoltare musica, ma non solo; ha una memoria di 4GB ed il collegamento tramite Bluetooth 4.0, pesa meno di 13,8 grammi e nella confezione ci sono tre adattatori per rispettive taglie auricolari diverse.
Verranno sviluppate applicazioni sia per iOS che per Android, ma gli auricolari potranno funzionare anche senza smartphone.
La batteria da 100 mAh ai polimeri di litio consente fino a 250 ore in standby, ascoltare musica per 4 ore e ascoltare musica e monitorare per 3 ore.
I parametri biomedici vengono rilevati grazie a un paio di LED a luce rossa e infrarossa puntati nei capillari dell’orecchio; dalla riflessione ottica della luce si può misurare la quantità relativa dei globuli bianchi e rossi per più di 50 volte al secondo. I dati raccolti danno i valori di frequenza cardiaca e di saturazione dell’ossigeno nel sangue.

Chissà come l’avranno preso il brevetto di Apple i membri del team di Brogi, responsabili del progetto The Dash?


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