Calici di… Swing con The Metronomes

10 agosto 2014

Calici di Stelle mi ha fatto conoscere un simpatico trio trevigiano che che propongono un repertorio basato su classici del passato degli anni ’30, ’40, ’50 e brani originali di swing, boogie e jumpin’ jive. The Metronomes ovvero Carlo Piccoli (piano), Francesco Michielin (voce solista) e Stefano Fedato (batteria) innanzitutto sono tre persone molto simpatiche, oltre che dei bravi musicisti e devo dire ottimi performers.
Non riesco ad immaginarli solo dietro il suono dei dischi che non rende giustizia alla verve ed alla energia che emanano sul palco dei concerti live.
Ho acquistato una copia del loro ultimo lavoro “Adamo…let’s swing“, che simpaticamente mi hanno autografato, con la promessa (che qui mantengo) di una recensione.
Di solito ascolto i dischi almeno un paio di volte scindendo nel primo ascolto una visione d’insieme dell’intero lavoro per poi dedicarmi nella seconda sessione ad analizzare più da vicino i singoli brani.

Brani standard e altri originali si fondono assieme ricordando un certo stile musicale fatto soprattutto di swing, boogie con accenni jazz; un qualcosa di già sentito o percepito e comunque assimilato nel tempo che fanno venire voglia di ascoltare nelle versioni originali.
Adamo…let’s swing è un progetto ironico che sfocia nei due pezzi originali del primo brano Adamo, che ispira a mele e serpenti anche la copertina del disco, e Iperteso, una parodia di una situazione che a chiunque è capitata in autostrada.
Il secondo ascolto evidenzia e rimarca una piccola discontinuità tra i brani classici in lingua inglese ed il paio in lingua italica che appaiono più freschi rispetto agli altri.
I musicisti appaiono all’altezza del lavoro, in particolare mi ha colpito il lavoro di Carlo che di fatto deve fare sia la sezione ritmica, dato che il gruppo non dispone di uno strumento come il contrabbasso, che la sezione solista. Stefano appare preciso nell’accompagnamento ritmico alla batteria, mentre Francesco è il vero menestrello impazzito che dona toni e colori alle performances del trio: voce e kazoo esaltano i passaggi musicali tra i brani.

Il 14 brani presenti sul disco si lasciano ascoltare e scivolare per tutti i loro 55 minuti senza problemi di sorta; un plauso alla realizzazione tecnica con un suono davvero impeccabile.
Alcuni brani vengono poi impreziositi da ospiti che aggiungono fiati (Marco Strano, sax tenore e Maurizio Scomparin, tromba), srumenti a corda (Luciano Bottos, chitarra acustica e Michele Gava, contrabbasso) e persino il mitico B3 Hammond (Michele Bonivento).

Se dovessi dare un consiglio al gruppo direi di pensare ad un lavoro diviso in due parti: una sezione di classici con brani standard in lingua inglese ed una di brani originali in italiano; il massimo sarebbe un album doppio così da soddisfare la fame di passato e la voglia di nuovo che convivono nell’anima del gruppo.
Fateci scegliere se ascoltarvi in veste ironica oppure in formato old style.


  1. Grazie Roberto della bella recensione.
    Accettiamo volentieri il tuo consiglio. L’unico limite che vedo, ma è un limite mio, è che come scrittore di pezzi non sono molto prolifico … anzi per niente .. la nostra idea era quella di un disco swing ma avevamo una voglia matta di inserire questi due brani scritti da noi . Forse tra dieci anni avremo abbastanza pezzi ironici in italiano da fare un disco .. per il momento oltre a questi due ne abbiamo in cantiere altri due .. comunque hai ragione, nel disco convivono due (o più ) anime diverse, da un lato ci piace terribilmente la musica di quegli anni, dall’altro ci piace scherzare e prenderci in giro.
    Infatti il nostro disco precedente “Ciao Fred” dedicato a Buscaglione è quello che forse unisce meglio le due anime, dedicato a un grande jazzista che era anche un comico performer.
    Grazie ancora e ciao
    Carlo (il pianista)

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